La nuova frontiera della fluidodinamica comincia dal monitor dei nostri computer. Phi Drive mette ora a disposizione dei suoi clienti la sua esperienza nel campo della fluidodinamica computazionale nel settore industriale.

 

La CFD, o Computational Fluid Dynamic, è diventata col tempo un’affidabile ed economica alternativa allo sviluppo sperimentale di tutti i sistemi destinati ad interagire con l’aria, l’acqua, e ogni fluido di lavoro del campo industriale. L’applicazione di questa branca dell’analisi FEM amplierà gli orizzonti della vostra progettazione come mai prima d’ora.

 

Phi Drive ha raffinato la sua metodologia per il calcolo fluidodinamico nell’ambito della sua partnership con Comestero, leader nel settore della ventilazione, declinandola poi in altre applicazioni come refrigerazione, vending machine e componenti rotanti.

 

I nostri servizi di consulenza nell’ambito della fluidodinamica computazionale permetteranno alla vostra azienda di studiare ed ottimizzare le prestazioni dei vostri prodotti. Phi Drive vi seguirà dallo studio di fattibilità fino alla design delle singole componenti.

Da quando Navier e Stokes formalizzarono, a cavallo dell’inizio del diciannovesimo secolo, le equazioni che descrivono il comportamento di un fluido, nessuno è mai riuscito a trovarne una soluzione facilmente fruibile, e tutt’ora restano il più grande problema aperto della fisica classica. Per due secoli gli unici strumenti disponibili all’umanità per il progetto di sistemi fluidodinamici complessi sono stati l’esperienza, spesso tradita da un fenomeno contro-intuitivo come la turbolenza, ed estenuanti e a volte non risolutive campagne sperimentali.

 

Dopo decenni di elaborazione di complessi algoritmi numerici e tentativi di semplificazione delle equazioni originali di Navier-Stokes, i nuovi e potenti strumenti di calcolo del nostro secolo permettono finalmente di risolvere “con pochi click” anche i sistemi più difficili.

Ma ovviamente non basta un software ben strutturato o un computer potente per fare della fluidodinamica con schermo e tastiera. Ciò che resta veramente fondamentale è la conoscenza e il talento dell’ingegnere nel progettare il sistema fisico da risolvere, nel semplificarne le geometrie principali, impostare le equazioni da usare, e infine di interpretarne i risultati.

L’elemento umano, molto più del software, fa la differenza tra della CFD di bassa qualità e un risultato utile per il design di una macchina.

 

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